TMI Tradizione Militare Italiana - SIA Sistema Italiano Autodifesa

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TMI Tradizione Militare Italiana

Settori
Responsabile del settore TMI (tradizioni Militari Italiane):
Prof. Antonio Merendoni
    

    
SETTORE:
TMI - TRADIZIONE MILITARE ITALIANA
PROGRAMMA TMI
Il programma è costituito da diversi metodi che ottemperano alle varie esigenze del combattimento individuale, la parte principale è composta dai metodi recuperati da istruttori veterani o loro continuatori che appartengono a un periodo storico dal 1917 al 1960. Con apporti d’insegnamenti fino al 1980, da conoscenze d’istruttori interforze che prepararono personale nella debellazione del terrorismo indipendentista tirolese e sovversivo politico, come da istruttori delle forze di polizia per l’antisommossa durante le violente contestazioni politiche.

Metodo “Arditi” 1917, combattimento con il pugnale.
Metodo dell’istruttore della R.G.F. Paolo Porceddu, si compone dei metodi: baionetta, manganello, baionetta inastata sul fucile.
Metodo “Folgore”, si compone dei metodi: combattimento a mani libere, pugnale, pugnale e baionetta insieme, manganello, baionetta inastata sul fucile.
Metodo “Nembo” 1943-1944, metodo di combattimento con il pugnale e il bastone corto.
Metodo X M.A.S., combattimento con il pugnale.
Metodo COM.SUB.IN., si compone dei metodi sull’uso del laccio d’acciaio e del manganello flessibile.
Altri metodi minori.


Programma:

1)Estrazione del pugnale,ma soprattutto del coltello chiudibile, per la difesa individuale.
2)Combattimento col pugnale, o coltello chiudibile: metodi di guardia difensiva, offensiva e offensiva per il combattimento in luogo stretto. Combattimento per sottomettere l’avversario, inabilitarlo o eliminarlo.
3) Combattimento in ambiente urbano, dentro un locale e similmente in ausilio all’arma da sparo, entro un metro e mezzo, da tre a quattro metri, fino ai sette metri.
4) Combattimento all’interno di un veicolo ruotato o natante di varie dimensioni.
5) Combattimento in nuoto di superfice o profondità.
6) Uso di un piccolo bastoncino da 12 cm e della penna stilografica per difesa personale, con azioni di controllo e sottomissione dell’avversario.
7) Laccio, azioni contro un avversario armato o disarmato, sia di controllo o eliminazione.
8) Uso del bastone corto (o sfollagente), o sbarra estensibile, o una simile arma flessibile, azioni di sottomissione, controllo e conduzione.
9) In ambiente rurale uso e combattimento del coltellaccio, dell'accetta o vanghetta, in ausilio all’equipaggiamento tattico.
 

Ogni metodo detiene una sua particolarità nel combattimento individuale e l'apprendimento dei metodi dell'intero programma, sviluppa una conoscenzaoperativa adattabile in tutti gli scenari possibili.



... per gli esterefoli: l'Italia da sempre ha avuto una delle migliori preparazioni tecniche al mondo in ambito militare ed ancora oggi è punto di riferimento tecnico per molti reparti speciali e di elite; un articolo storico:

ISTRUTTORI MILITARI ITALIANI NELLE FORZE ARMATE D'ISRAELE
Nel 1948 la Marina Militare Israeliana aveva necessità di costituire reparti speciali, con un nucleo di mezzi d’assalto. Il comandante Agostino Calosi a capo del S.I.S. (Servizio Informazioni e Sicurezza) della Marina Militare Italiana, con intese segrete con il Mossad (i servizi segreti israeliani), non potendo mandare personale in servizio, per non incorrere in problematiche politiche internazionali, cercò di risolvere con gli ex militari dei reparti d’assalto della Regia Marina, sia della Xª M.A.S. che di MARIASSALTO. Alcuni accettarono, tra questi il capitano Geo Calderoni e il tenente di vascello Nicola Conte che avrebbero istruito gli assaltatori subacquei, mentre come istruttore dei mezzi d’assalto di superfice, era il capo di terza classe Fiorenzo Capriotti (sottufficiale). Questi formarono un’unità speciale della Marina Militare Israeliana, per azioni di commando a terra e in mare, gli incursori di marina, denominata la Shayetet 13 (o S13), una collaborazione che continuò per diversi anni.




   
Serbia
Sempre più interesse suscitano i metodi della Tradizione Militare Italiana, per la loro reale efficacia operativa. Novembre 2016, direzione e istruttori del gruppo dimostrativo della TMI, presso il reparto Специјална антитерористичка јединица (САЈ), unità speciale antiterrorismo del Ministero degli Interni della Serbia, uno dei migliori reparti del settore dell’Europa dell’Est.
ORGOGLIOSI DELLE NOSTRE TRADIZIONI!
 



presentazione dell’opera: “Combattimento con il pugnale o la baionetta della tradizione militare italiana” e la promozione dei seminari sul combattimento individuale della tradizione militare italiana (TMI).

Alcune foto dell’evento alla libreria Ritter di Milano, con l’autore al tavolo della presentazione: il comandante Pierpaolo Silvestri e presidente dell’Associazione Nazionale Arditi d’Italia (ANAI), il conte (ex paracadutista) Alessandro Romei Longhena, il capitano Francesco Lauri.
 
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