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Corso autotutela Operatori Sanitari #RISPETTACHITIAIUTA

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La campagna "#RispettaChiTiAiuta"
Nata originariamente in Italia su iniziativa degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (OPI), la campagna sociale e istituzionale #RispettaChiTiAiuta ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini contro l'escalation di aggressioni verbali e fisiche ai danni di medici, infermieri e operatori sociosanitari nei pronto soccorso e negli ospedali. Lo slogan ricorda l'importanza di difendere e rispettare chi lavora quotidianamente in prima linea per tutelare la salute pubblica.

fonte www.sanmarinotv.sm
Curare non può significare avere paura. Eppure, dopo la nuova aggressione al personale del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Stato e il recente caso dei video registrati con gli occhiali smart all'interno dei reparti, il clima che si respira nella sanità sammarinese torna a far discutere, riportando al centro un tema sempre più urgente: la tutela di chi ogni giorno si prende cura degli altri. L'Ordine delle Professioni Infermieristiche interviene con una dura condanna, ribadendo che ogni forma di violenza – fisica, verbale o psicologica – colpisce non solo la dignità degli operatori, ma anche la qualità dell'assistenza.
Un appello rivolto a istituzioni e cittadinanza perché si rafforzi una cultura fondata su rispetto, dialogo e tutela di chi opera al servizio della salute pubblica. Sulla stessa linea la CDLS, che denuncia un'escalation di aggressioni, minacce e offese, alimentate sempre più spesso anche dai social. Il sindacato ricorda che carenza di personale e tempi di attesa sono problemi reali, ma non possono trasformarsi in un alibi per comportamenti intimidatori o violenti.
Da qui la richiesta di interventi concreti: più prevenzione, sostegno e tutele per chi lavora negli ospedali. A queste voci si aggiunge quella dell'USL, che esprime vicinanza ai lavoratori aggrediti e richiama al valore dei legami sociali come vera ricchezza della comunità. “Tra il legittimo diritto di segnalare criticità e la violazione dei diritti altrui esiste un confine netto”, sottolinea il sindacato, avvertendo che riprese e diffusione non autorizzata di immagini minano la dignità delle persone e alimentano un clima di divisione.
Non dovremmo dimenticare che solo sei anni fa, nel pieno della pandemia, medici, infermieri e operatori venivano chiamati "gli angeli in corsia". Oggi chiedono semplicemente di poter svolgere il proprio lavoro senza paura. Perché il rispetto verso chi cura non dovrebbe essere un'emergenza, ma un valore da difendere ogni giorno. Nel nome del diritto alla salute di tutta la comunità.
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